Viviamo in un’epoca in cui c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli assorbenti.
E allora come capire qual è il più adatto alle nostre esigenze? Ecco una breve guida.

Partiamo dall’inizio: la storia dell’assorbente
A quale donna non è mai capitato di chiedersi come facessero le nostre antenate a barcamenarsi con tutte le scomodità derivanti dalle mestruazioni?
È pur vero che delle mestruazioni regolari sono spesso indice di un corpo in buona salute, ma è innegabile che dev’essere stato difficile in passato gestire un flusso importante senza l’aiuto degli assorbenti, che oggi ci sembra scontato.
Ma si sa, la necessità aguzza l’ingegno, e sin dall’antico Egitto le donne usavano un papiro ammorbidito come assorbente interno, mentre nell’antica Grecia si avvolgeva un pezzetto di legno con della garza.
Le donne dell’antica Roma invece preferivano gli assorbenti esterni, per cui utilizzavano principalmente la lana.
I materiali usati per lo scopo nel corso degli anni sono stati moltissimi: spugne, foglie, fibre vegetali e tessuti.
Solo a fine Ottocento fecero capolino in Germania e poi negli stati uniti i primi assorbenti monouso, con gli asciugamani Lister, brevettati dal chirurgo Joseph Lister.
Durante la Grande Guerra le infermiere per prime sperimentarono l’utilizzo di alcune bende in cellulosa e cotone, le dirette antenate dell’assorbente usa e getta che la maggior parte di noi usa al giorno d’oggi.
In Italia l’assorbente arrivò dopo la Seconda Guerra Mondiale ed era in cotone, da fermare all’intimo con delle spille e molto ingombrante: niente a che vedere con le nostre soluzioni ultrasottili, impercettibili attraverso i vestiti!

 

L’assorbente e le mestruazioni oggi
Oggi viviamo in un mondo in cui il tabù sul ciclo mestruale è sempre meno forte, anche se la conoscenza del corpo femminile e delle sue esigenze non è comune come sarebbe preferibile.
Veniamo infatti bombardate di messaggi pubblicitari per assorbenti di ogni forma, tipo e dimensione, senza però avere una conoscenza di base di cosa è tollerato meglio dal nostro corpo.
Gli assorbenti in cotone, ad esempio, sono molto diversi da quelli in plastica o con un rivestimento sintetico, perché risultano più morbidi e delicati, e la nostra pelle li tollera meglio, dal momento che il pH del cotone è più compatibile con quello della pelle.
Moltissime donne sono colpite da fastidiose irritazioni nei giorni del ciclo e neanche sanno il motivo: un sacco di problemi sarebbero risolti se tutte ci informassimo bene sul materiale di cui è composto il nostro assorbente preferito!

 

Perché la pelle tollera meglio il cotone di altri materiali
Il cotone è una fibra naturale dall’alto tasso di traspirabilità, che previene gli odori in modo naturale e non provoca irritazioni alla pelle. Non alterando la barriera cutanea, infatti, lascia che l’organismo attivi i suoi meccanismi di protezione naturali, senza sfociare in fastidiosi pruriti.
Come abbiamo già visto in altri articoli, l’utilizzo di assorbenti in cotone 100% naturale anallergico, come Dot, è solo il primo passo per una salute intima più consapevole e serena, ma di sicuro rappresenta un grande aiuto per tutte coloro che vivono un vero e proprio incubo durante le mestruazioni!

 

Sono da evitare anche gli assorbenti con profumazioni artificiali, che rischiano di causare infiammazioni e i noti, fastidiosissimi pruriti.
Consigliamo poi di cambiare spesso l’assorbente, anche se si ha un flusso leggero: è infatti importante essere sempre fresca e asciutta, per una buona salute intima.
Infine, è bene sapere anche che spesso gli assorbenti vengono sbiancati con polveri chimiche o con acqua ossigenata e cloro, tutti elementi nocivi per la nostra pelle, che possono causare dermatiti e irritazioni.